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Il barbiere
  • Alla II edizione del Premio Suzzara (1949) vinse una forma di formaggio. L'artista comunica un momento di vita quotidiana attraverso un linguaggio essenziale vicino agli esiti dell'arte naif, e che accoglie simbologie di derivazione metafisica. L'opera, inoltre, mostra una certa attenzione alla costruzione e alla scomposizione degli spazi. L'artista nasce ad Agnano (Pisa) nel 1898 e muore a Pisa nel 1965. Autodidatta, tiene la sua prima personale nel 1922 in un piccolo paese della provincia di Pisa. Inizialmente si dedica soprattutto all'incisione rappresentando senza enfasi scene di vita quotidiana, nature morte e ritratti. I suoi dipinti dell'inizio, invece, sono di carattere nturalistico e ricalcano la tradizione tardo-macchiaiola. Verso gli anni Trenta passa ad una figurazione "simbolica" vicina all'arte metafisica usando un linguaggio artistico vicino al naif di Henri Rousseau. Preferisce i temi legati alla vita quotidiana, i personaggi minori, e gli oggetti di uso comune. Tiene personali a Genova a Firenze e negli Stati Uniti. Nel 1950 partecipa alla Biennale di Venezia. Il suo stile degli ultimi anni si fa piu' aspro, con le immagini chiuse entro un segno fortemente demarcato.

  • Tipologia: Opere
  • Autore: Giuseppe Viviani
  • Anno: 1948 (Premio Suzzara 1948)
  • Tecnica: olio su tela, 41 x 58 cm
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